Mini bypass gastrico: dieta post intervento

In cosa consiste il mini bypass gastrico

Se ci si sta per sottoporre al mini bypass gastrico, uno degli aspetti più importanti da conoscere riguarda l’alimentazione da seguire nella fase post operatoria. Si tratta di un elemento molto rilevante poiché da esso dipende sia il buon esito dell’intero trattamento che la riduzione delle probabilità che si verifichino delle complicanze o degli effetti collaterali. Di questo ultimo tema, relativo agli effetti collaterali del mini bypass gastrico abbiamo parlato in un precedente articolo.

Prima di affrontare il tema dell’alimentazione è importante premettere in cosa consiste questa tecnica bariatrica e, in linea generale, come funziona. Esso rientra innanzitutto tra le soluzioni più utilizzate e delle quali si sente maggiormente parlare in tema di rimedi contro l’obesità. Sotto il profilo medico consiste in una tecnica chirurgica a mezzo della quale il chirurgo va a creare una lunga e stretta tubulizzazione gastrica lungo la curvatura dello stomaco, la quale viene poi suturata ad una lunga ansa digiunale portata in sede sovramesocolica.

Per quanto attiene alla logica di funzionamento del mini bypass gastrico, essa è strettamente legata all’alimentazione poiché, da una parte, grazie alla riduzione della dimensione dello stomaco permette di diminuire la sensazione di fame provata dal paziente; dall’altra, sempre le dimensioni più ridotte dello stomaco ne diminuiscono la capacità di assorbimento del cibo da parte dell’organismo.

Passiamo quindi ora alle principali indicazioni riguardo alla dieta da seguire in tema di mini bypass gastrico e alimentazione.

Mini bypass gastrico e alimentazione post intervento

La fase successiva all’intervento deve essere affrontata facendo attenzione ad alcuni aspetti della vita quotidiana, la più importante l’alimentazione. Da essa dipende gran parte del rischio di incorrere in problematiche successive, le quali possono appunto essere prevenute seguendo la dieta corretta. È proprio per questo motivo che è fondamentale che le indicazioni date dal medico riguardo alla dieta da seguire siano rispettate sin dal primo giorno.

Passando quindi alla dieta, va anzitutto detto che la tipologia di alimenti che si può mangiare aumenta con il trascorrere del tempo successivo all’intervento. Ciò comporta che lo sforzo più grosso richiesto al paziente riguarda proprio i primi giorni seguenti allo stesso.

Nelle prime due giornate dopo l’intervento si raccomanda infatti al paziente di mangiare solamente cibi liquidi, quindi bevande come acqua e the.

Solamente a partire dal terzo giorno è solitamente possibile passare a dei cibi semi liquidi, i quali dovranno costituire la dieta del paziente per un mese. Durante tale periodo sarà possibile mangiare, ad esempio, prodotti omogenizzati, yogurt, frullati e altri alimenti di simile consistenza. Altri possibili cibi verranno comunque indicati dal medico o dal dietologo.

Trascorso il mese il paziente può iniziare a mangiare prodotti semi-solidi ma sempre in modo graduale e prendendo degli accorgimenti. Uno di essi è quello di non sforzare troppo l’organismo con eccessive quantità di cibo. Per fare ciò si consiglia infatti di suddividere le porzioni in 6-7 pasti giornalieri. Al contempo, è raccomandato non bere liquidi zuccherati. Questo perché, al contrario, si rischia di riempire lo stomaco con alimenti che generano un rapido senso di sazietà ma che forniscono poche energie all’organismo.

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